Quello dei Neomelodici non è un fenomeno recente, a dispetto del nome dato al genere, che è apparso circa vent’anni fa, nel libro Concerto Napoletano, di Peppe Aiello (1997), la storia dei cantanti Neomelodici napoletani, si perde nei meandri degli anni 80.
Se già Nino D’Angelo fece della sua musica, l’emblema della rivoluzione della canzone napoletana, è possibile che il fenomeno moderno sia proprio partito da lì.
Ad oggi esistono tantissimi giovani e meno giovani che si lanciano nella carriera di cantante Neomelodico, ma vediamo intanto la differenza sostanziale che passa tra la vecchia canzone napoletana ed un pezzo neomelodico.
Beh, sicuramente quello che salta all’occhio, non è certo la musica, alla fine si tratta di musica leggera, a tratti pop, niente che non si sia già sentito negli anni 80, 70 od anche prima. No, la vera nota distintiva dei due generi è certamente la questione relativa ai contenuti.
Se la canzone napoletana fondamentalmente parlava di Napoli e dei luoghi attigui, in maniera edulcorante, in una maniera che rendeva poetico lo scenario della bella Napoli, soprattutto agli occhi di uno straniero che si immaginava quei luoghi, esattamente come il cantante li raccontava.
La canzone neomelodica spesso non ha peli sulla lingua, parla si d’amore, si di bellezza, ma anche di dolore, di disoccupazione, del Sud contrapposto al Nord, insomma, della vita reale e quotidiana che vive un giovane napoletano in tempi moderni.
Ed è forse questo il suo vero punto di forza, parlare del vero, del crudo, di ciò che incontri per strada, riesce a far immedesimare le folle, molto più di una, seppur bellissima, poesia sui tramonti del golfo di Napoli.
Ma chi sono i nuovi artisti di questo genere che sta spopolando in maniera esponenziale? Possiamo citare qualche famosissimo nome, come Francesco D'Aleo, Daniele De Martino, Angelo Famao ed Ivan Granatino. Ed ancora la gettonatissima Giusy Attanasio, Franco D'Amore e Marco Calone. I veri fans del neomelodico conosceranno certamente Gianni Celeste, Alessandro Fiorello e Niko Pandetta.
Alla fine del 2016, la seguitissima rete Real Time, ha creato un format tutto napoletano, chiamato Napoli sound. Si trattava di un programma ideato per essere una competizione tra cantanti neomelodici esordienti, al termine della quale si vinceva una borsa di studio per il prestigioso conservatorio di Salerno. Il programma è stato presentato da una coppia di voci eccezionali: Luciano Caldore e Nancy Coppola. L’idea è nata vincente non solo per la gradevolezza insita nei contenuti, ma anche perché si è riuscito a portare fuori la bellezza del canto neomelodico in tutta la penisola, facendolo conoscere a molte persone che forse non avevano mai sentito questo genere in vita loro. Ma i nomi degli artisti sono decine e decine, continuando abbiamo ancora Tony Colombo, che nel 2018 ci cantava Si cchiu' forte e me, oppure Franco Ricciardi che ci ha regalato Treno luntane cantata insieme all’amatissimo Rocco Hunt. Insomma non si può proprio dire che il mercato non fornisca molteplici scelte in fatto di musica neomelodica. E voi invece chi preferite?
STAIMUSIC JOURNAL
La musica napoletana: i Neomelodici.






