STAIMUSIC JOURNAL

Marco Mengoni – L’essenziale. Le illusioni della fenice: canzoni che ispirano parole

Marco Mengoni – L’essenziale. Le illusioni della fenice: canzoni che ispirano parole

L'amore per te non si fa scrivere su un foglio lo si fa cantare in una canzone ma intanto mi lascia così senza fiato, bello come il sole all'improvviso, come neve, come quando piove e io mi scordo l'ombrello perché pioggia io sarò per toglierti la sete.
Non so chi sono quando penso a te che ti appartengo come il verde a un prato, sono un imbranato.
E non so perché quello che ti voglio dire poi lo scrivo dentro a una canzone, perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te, perché in fondo l'eternità per me sei tu e quindi mi tengo stretto addosso i tuoi consigli e io ti penso e ti aspetto nel secondo che precede il tempo che non mi passa ma non passerà questa lunga storia d'amore.
Quando guardo i papaveri lungo l'A6. Voglio.
Quando sei qui con me, Voglio.
Voglio avere torto mentre tu mi baci può sembrare anche banale ma è un istinto naturale, è tutto un attimo.
E che ne sanno gli altri dei nostri occhi mescolarsi e diventare gialli, non c'è confine tra l'occhio dentro e l'occhio fuori, aspetto a parlare prima che l'illusione sia mossa, poi si apre il confine che dall'infinito vola dentro di me.
E mentre non mi guardi ti scatto una foto
E senza dire parole nel mio cuore ti porterò
E ti aspetterò perché sei tu che porti il sole
E dalla pelle al cuore
E se hai bisogno e non mi trovi cercami in un sogno
E scusa ma, non me ne importa
E sono qua, un’altra volta
Ci finisco sempre senza farlo apposta.
Chissà che sarà di noi, chissà cosa sarà che fa morire a 20 anni, voglio i miei 20 anni. anche se vivi fino a cento, chissà chi sei, chissà chi userà lo sguardo tuo, chi lo fa al posto mio, io dove sarò.
Io ti aspetto dove il mare non si vede più, dove il giorno non arriva se non ci sei tu adesso dove sei mentre sembra che il mio mondo stia crollando su di me.
E adesso che farai? Lo dico ad ogni casa, ad ogni vetrina accesa, al cane che mi annusa, all'uomo e alla sua rosa, lo dico ai manifesti e al mondo che ci ha visti.
E tu? Amami senza paura del mare senza respiri più da trattenere amami e basta, senza fine, infiniti noi, so solo che non potrà mai finire, scusa se penso a voce alta.
Notti intere ad aspettarti ad aspettare te quando mi guardò intorno e sento che mi manchi. Ho passato tutto il giorno a ricordarti nella canzone che però non ascoltasti, sole mi senti?
Ti regalerò tutti i miei silenzi, tanto lo so che con nessuno avrai più riso e pianto come con me e lo so io ma anche te.
Io volevo te, tu volevi me.
Io e te che attraversiamo il fuoco
con un ghiacciolo in mano
che siamo due puntini ma visti da lontano che ci aspettiamo il meglio come ogni primavera. Io e te io e te io e te come nelle favole.

Queste parole sono liberamente ispirate dalla canzone del talentuoso Marco Mengoni, che, proprio con questo pezzo, ha partecipato a Eurovisione, entrando in questo modo nell’olimpo delle canzoni italiane e diventando una delle più belle canzoni di sempre della musica italiana.