STAIMUSIC JOURNAL

Il rinnovamento della classifica musicale italiana

Il rinnovamento della classifica musicale italiana

É indubbio che la musica italiana abbia avuto un mutamento e uno scossone negli ultimi anni. Chi è d’accordo? Dopo gli anni della crisi, dove più o meno si aggiravano sempre i soliti cantautori musoni e le solite band straconosciute, e non si sentiva nelle radio musica fresca, adesso arriva una ondata di gente nuova, tipo Coez, Rovazzi, Sfera Ebbasta, Maneskin, Ermal Meta, Coma Cose, Thegiornalisti, ecc… Ok, molti non si troveranno d’accordo e la maggiorparte della gente storcerà il naso perché ovviamente i cantanti sopracitati non gli piaceranno o perché di base nell’indole italiana c’è la perenne critica. Però a me interessa porre l’accento su un fatto che forse potreste riconoscere tutti, che il volume (nel senso di quantità) di nuovi pezzi made in Italy che ci arriva alle nostre orecchie è cresciuto in maniera esponenziale. A cosa dobbiamo questo fenomeno?

Do la mia opinione. In passato un artista o un gruppo emergente era in difficoltà nel raggiungere un pubblico, diciamo fuori dalla propria regione, i medio-grandi gruppi solo suonavano nei festival e nei locali della provincia, non riuscivano ad arrivare dall’altra parte dell’Italia, se non quelli che avevano un gran ritorno commerciale e che venivano pompati dalle agenzie di promozione, dalle etichette, da radio e televisioni. In Italia tutti vogliono vedere i soldi!! Ma grazie forse all’avvento di nuovi mezzi di streaming, tipo Youtube, Spotify, Deezer, ecc…e nuovi mezzi di comunicazione il clima è cambiato, un collaudato cantautore del Trentino può essere ascoltato da un minorenne siciliano, un giovane rapper salentino può farsi ascoltare da un signore anziano di Torino, il tutto a costo 0, il tutto in un pomeriggio di lavoro, il tutto in un click. La musica è cambiata, la classifica di musica italiana si riempie di nuove tendenze: trap, reggaeton, itpop, italodisco e di nuovi suoni, ad esempio adesso tornano i suoni moog dei primi anni ’80 nelle sonorità dei nostri artisti. E non è un caso che la hit parade italiana si riempie ogni settimana di giovani sconosciuti buttati alla ribalta. Vedo, insomma, un risveglio. Che ne pensate?