STAIMUSIC JOURNAL

Il Pancarre di Young Signorino è più buono del tuo

Il Pancarre di Young Signorino è più buono del tuo

Il commento migliore che ho letto e che è fuori come un testicolo che sbuca dal costume da bagno. In realtà Young Signorino spacca. Dice di essere vecchio dentro, ha già vissuto 83, anni, è come Picasso nella serie dei tori, ma abbiamo visto solo la parte a destra, quella con i tori a stecchini. La parte virtuosa, quella delle parole e dei testi ben scritti, realista al punto di essere descrittiva e noiosa, quella ci manca.
I grandi del bel Trap si staranno sentendo sorpassati, le liriche molto esplicite, che poco lasciano all'interpretazione accademica, Young Signorino le ha superate, con la sua assenza lessicale ermetica che ci costringerà a dare un senso ai ricoveri in psichiatria come vacanze al mare. Ma sì, ci piace un sacco, i tatuaggi in faccia a caso, i pantaloni con il ginocchio rotto, anzi spezzato dalla rotula in giù, cita il vecchio con la maglietta "Spacco tibie e Peroni", e celebra il nuovo noise italiano.
Alla ciabatta su calzino bianco di Dolce Droga mi ha ammazzato. Ripresa dall'Einaudi di Una Mattina, se cerchi su Google trovi i riferimenti e il nome al pianista, sotto alla foto di Young Signorino, un glitch della macchina che tradisce il prossimo passo evolutivo della musica. E no, non ho passato la foto a Photoshop. Più concentrato sul vestiario variopinto e modernage, dimentico i testi che non fanno rima senza monosillabi intercalati. Questa è trance non è Trap, forse psichedelica. Mio Padre è Satana è invece una rivisitazione dell'inferno dantesco, i mocassini, segno indistinguibile del signorino di strada, come afferma Young Signorino in una recente intervista, sono di pelle umana, per ballare alla Disco Inferno di suo padre.
Di Canne&Pancarre ci piace il titolo. Secco, famigliare, un Mulino Bianco in pastiglia come tutti avremmo voluto, superati gli anni '80. Ma la musica di Ross, la sua musica, era anni luce avanti, Young Signorino raccoglie il testimone, un Vasco del millennio già vecchio. Franchino e Mario più. E giovane Lapo. Con un pigro gioco di parole, ben scelte e ripetute per tutto il pezzo, si affianca al più noto erede dell'azienda italiana per eccellenza prima di Barilla e Nutella, e sono convinto che l'abbia pronunciato tutte le volte quel mantra postmoderno "giovane Lapo uh-ehi". Se al concerto mette su un loop lo sparo con il pancarrè.