STAIMUSIC JOURNAL

DEATHLESS LEGACY - Horror Metal Opera

DEATHLESS LEGACY - Horror Metal Opera

Con l’uscita della loro Metal Opera “Saturnalia”, i Deathless Legacy ci consegnano un piccolo capolavoro crossmediale in cui i membri della band hanno riversato tutta la loro passione e talento artistico. Il risultato è un prodotto che spicca per qualità e grande originalità, dopo averne parlato nell’ultima puntata di Subterranea ho deciso di fare qualche domanda in più alla band su questo interessantissimo progetto.

Stappatevi una birra gelata e scoprite cosa mi hanno raccontato al riguardo.

Ciao ragazzi e benvenuti sulle pagine di StaiMusic! Partiamo dall’inizio.

I Deathless Legacy si formano nel 2006 come tribute band dei Death SS. Cosa vi lega alla musica del gruppo mitologico di Steve Sylvester & Co e come siete passati dall’essere una tribute band al comporre dischi originali?
I Death SS hanno rappresentato, per noi, la summa delle nostre più grandi passioni: metal, horror e occulto. Ci hanno ispirati a cercare il nostro percorso che si è rivelato sin da subito, infatti, sin dalla prima nostra data, abbiamo sempre proposto nostri brani originali e abbiamo lavorato alla creazione di una nostra identità che, via via, si è andata formando sempre più chiaramente.

Nel 2013 è uscito il vostro primo full-length “Rise from the Grave” e da allora ci sono stati altri tre album oltre all’ultima fatica “Saturnalia” di cui parleremo. Come è cambiato il sound della band attraverso questi lavori?
Si è evoluto in maniera naturale, seguendo il corso della nostra evoluzione sia personale che musicale. Il miglior modo per valutare e comprendere il cambiamento che c’è stato è paragonare l’ascolto tra “Rise From The Grave” e “Rituals of Black Magic”, piuttosto che con “Saturnalia”, che rappresenta un progetto completamente differente da tutti i nostri album precedenti.

Nel 2015, dopo aver vinto il Wacken Metal Battle Italy, vi siete esibirti su uno dei palchi più importanti d’Europa e non solo, e cioè quello del Wacken Open Air in Germania. Raccontateci di quell’esperienza.
Ancora oggi abbiamo i brividi al solo pensiero dell’impatto, dell’adrenalina e di tutte le emozioni che ci hanno travolti quando siamo saliti sul palco del Wacken. È stata un’esperienza estremamente formativa, abbiamo visto come lavorano i professionisti e a quali ritmi, con un’organizzazione semplicemente impeccabile.

A marzo di quest’anno è uscita quella che è a tutti gli effetti una vera e propria rock opera dal titolo “Saturnalia”, lavoro che personalmente trovo molto coraggioso e altrettanto interessante. Come siete arrivati a questo prodotto artistico?
Avevamo questa idea in mente da un po’ di tempo, ci mancava solo un’idea e una storia che ci permettesse di svilupparla e darle vita. E quella storia, alla fine, è arrivata .

Come è andata quando avete proposto l’idea alla Scarlet Records, etichetta che vi segue dal vostro secondo album?
Con Scarlet Records abbiamo uno splendido rapporto di totale libertà artistica, per questo la nostra folle idea è stata accolta sin da subito con grande entusiasmo.

Come si affronta, a livello compositivo, un’opera complessa come questa? Che differenze avete trovato rispetto al lavoro fatto sui precedenti dischi?
La composizione musicale è andata di pari passo con la composizione del testo, in modo da mettere in risalto emozioni, punti salienti e l’atmosfera che ogni situazione richiedeva. Abbiamo sempre lavorato seguendo questa linea, ma solitamente il testo è sempre nato sulla base musicale, questa volta, vista la complessità della storia e dell’attenzione che lo storytelling in sé richiedeva, i due aspetti si sono completamente amalgamati.

Raccontateci qualcosa sul concept di “Saturnalia”.
“Saturnalia” è la storia di uno schiavo romano, Lucius, costretto a subire gli abusi e i soprusi di un padrone tiranno, Tullius, avido di potere e di denaro, in un’Antica Roma occulta ed esoterica. È la storia di un cammino spirituale che lo schiavo si trova a vivere una volta toccato il fondo della disperazione, fatto di dolore, solitudine e fuoco.

Continua la lettura dell’intervista nella pagina della band, Deathless Legacy.