STAIMUSIC JOURNAL

Hyperion - Il Compimento di Interi Futuri

Hyperion - Il Compimento di Interi Futuri

La nuova uscita del combo bolognese è l’occasione perfetta per presentare la band nella nuova puntata di Subterranea. Gli Hyperion, che già con il primo lavoro Dangerous Days avevano fatto centro, tornano in grande stile con il nuovo Into the Maelstrom, per l’occasione ho contattato la band per fare due chiacchiere a riguardo.

Quindi, come sempre, è il momento di stapparvi una bella birra gelata e leggere cosa Davide Ciotti, chitarrista della band, ci ha raccontato. Ciao Davide, ti do il benvenuto sulle pagine di Staimusic e ti ringrazio per la disponibilità. Inizierei subito chiedendoti di raccontarci qualcosa di voi, come nascono gli Hyperion e qual è l’idea dietro al progetto?
Ciao e grazie per questo spazio! Gli Hyperion sono nati nel 2015, quando quasi per caso incontrai, dopo tanti anni, il mio vecchio amico Jason (ora ex-batterista del gruppo) in una sala prove nella periferia di Bologna. Io avevo recentemente ripreso a suonare la chitarra dopo una lunga pausa dal mondo della musica, e lui stava cercando di mettere insieme una band Heavy Metal, con l'obiettivo di restare fedele ai canoni originali del genere, senza nessuna concessione ai vari trend del momento. Visto che, fra tutti i diversi generi musicali che mi è capitato di suonare, il Metal tradizionale è sempre rimasto il mio preferito, accettai subito la proposta e da quel momento sono ufficialmente nati gli Hyperion.

Già con il vostro primo album Dangerous Days, uscito nel 2017, era chiaro l’obiettivo di riscoprire e rielaborare in modo del tutto personale il sound Metal di inizi anni ‘80. Quali sono i gruppi a cui vi ispirate e quali sono i motivi che vi hanno spinto verso queste sonorità?
Tutti i componenti del gruppo sono fan di vecchia data del Metal classico, anche se naturalmente ognuno ha le proprie preferenze per quanto riguarda i singoli gruppi. Personalmente, come songwriter mi sento maggiormente influenzato dai gruppi inglesi della leggendaria NWOBHM, come ad esempio Iron Maiden, Judas Priest, Satan e Angel Witch. Come chitarrista, però, mi sento più legato alle sonorità Thrash Metal dei primi lavori di gruppi come Megadeth e Metallica, in definitiva credo che il sound degli HyperioN derivi dall'unione di questi due stili, ovviamente imparentati tra loro ma con caratteristiche distintive ben riconoscibili.

La riscoperta dell’Heavy Metal più classico è una tendenza mondiale che è ormai riconosciuta sotto il nome di NWOTHM. Conosci questo movimento? cosa ne pensi?
Il fatto che ancora oggi, dopo esattamente quarant'anni, ancora nascano nuovi gruppi che suonano questa musica, secondo me significa che l'Heavy tradizionale è un genere che almeno a livello underground non morirà mai, diversamente da altri stili che magari hanno avuto un momento di esplosione commerciale e poi si sono dissolti per lasciare spazio alla nuova moda del momento (penso ad esempio al Nu Metal di fine anni '90, chi se lo ricorda più?). Heavy Metal significa ritmiche potenti, riff aggressivi, melodie epiche e trascinanti: questa combinazione, se ben scritta e ben suonata, non smetterà mai di piacere ai very metalheads.

E siamo in due a pensarla in questo modo. Ad aprile di quest’anno (nda 2020) è uscito, sempre per Fighter Records, il vostro secondo full length Into the Maelstrom. Come siete approdati all’etichetta spagnola e come è stato lavorare con loro?
Fighter Records ci contattò nell'estate del 2017, dopo aver ricevuto la versione promo del nostro primo album Dangerous Days. Avevamo spedito l'album a molte etichette in tutto il mondo, ma fra tutte le proposte che ci vennero fatte quella di Fighter era senza dubbio la più seria e professionale. Purtroppo, pare che al giorno d'oggi molti gruppi accettino di pagare laute somme per poter entrare nel roster di una label e godere così dei relativi vantaggi da un punto di vista mediatico, ma con Fighter non è stato così, e siamo anche stati lasciati sempre totalmente liberi e indipendenti da un punto di vista creativo e organizzativo. Devo veramente ringraziare il boss della label Dave Rotten, una persona veramente seria e leale, che si fa in quattro per promuovere il Metal tradizionale in un mercato certamente non facile.

Continua la lettura dell’intervista nella pagina della band, Hyperion.