I Soul Dragger con il loro primo album omonimo mettono subito in chiaro le cose e con il loro Thrash contaminato da Heavy Metal e Metalcore producono un lavoro che convince subito dal primo ascolto. L’inserimento della loro Rise nell’ultima puntata di Subterranea mi ha dato l’occasione di poter contattare i ragazzi della band per fare una bella chiacchierata. quindi a questo punto non vi rimane che stappatevi una bella birra gelata e cominciare a leggere.
• Ciao ragazzi, innanzitutto benvenuti sulle pagine di StaiMusic.it e grazie per aver accettato la nostra intervista.
Partirei chiedendovi di raccontarci un po’ di voi. Qual’è stata la scintilla che vi ha portato al Metal e perché avete scelto proprio questo genere per esprimervi?
Ciao e grazie per averci dato la possibilità di avere un’intervista da parte vostra.Ci siamo avvicinati al genere Metal come tanti ragazzi in adolescenza, ascoltando band che proponevano amici e talvolta anche parenti. Abbiamo deciso di esprimerci con questo genere perché ci è sembrato il più adatto a noi per cominciare. Tra i componenti della band abbiamo dei gusti abbastanza simili per certi versi, perciò non è stato difficile venirsi incontro.
• I Soul Dragger si sono formati nel 2017, come nasce questo progetto?
I Soul Dragger nascono da un’idea del cantante chitarrista Alex di fondere il vecchio con il nuovo, cioè quella di prendere elementi di generi anni ’80 come l’Heavy Metal e il Thrash Metal e aggiungere sonorità più moderne come quelle del Metalcore e affini. Le versioni demo dei brani dell’album sono stati scritti dallo stesso Alex svariato tempo prima, ma sono stati riarrangiati da lui stesso con l’aiuto del batterista e del chitarrista solista.
Continua a leggere l’intervista nella pagina della band, Soul Dragger.





