Una critica dell'album Crises di Mike Oldfield
Mike Oldfield è uno degli artisti britannici più influenti e versatili degli ultimi decenni, noto soprattutto per la sua musica strumentale e per la fusione di generi diversi come il rock progressivo, la world music e la new age. Tra gli album più celebri del compositore e chitarrista c'è sicuramente Crises, uscito nel 1983 e contenente alcuni dei suoi brani più noti. In questo articolo, esploreremo il contesto in cui è nato l'album, le migliori canzoni che lo compongono, e ci confronteremo con le opinioni della critica.
Crises, come molti altri lavori di Oldfield, è un'opera complessa e ambiziosa che raccoglie diverse influenze e stili. Il brano principale, che dà il titolo all'album, è una suite di oltre venti minuti divisa in sezioni che alternano momenti energetici e intensi a quadri paesaggistici e atmosfere malinconiche. Il pezzo è caratterizzato dall'uso sapiente di diversi strumenti, tra cui la chitarra elettrica, il flauto, il sintetizzatore e la voce di Maggie Reilly. Grazie alla sua ecletticità e alle sue suggestioni sonore, Crises è diventato uno dei brani più rappresentativi della carriera di Oldfield.
Altre canzoni memorabili dell'album includono Moonlight Shadow, ballata pop rock dall'eleganza raffinata che divenne un grande successo a livello internazionale, e Shadow on the Wall, brano più aggressivo e cadenzato che sfiora le sonorità del metal. Taurus 3 è invece strumentale, dominato da un ritmo frenetico e da riff incisivi di chitarra, mentre Discovery è un interludio acustico delicato e suggestivo. Nel complesso, Crises è un'opera variegata e sfaccettata che spazia tra diversi mood e atmosfere, senza mai perdere coesione o intensità.
Tuttavia, l'album non è stato esente da critiche e polemiche. La principale obiezione mossa dai detrattori di Oldfield riguarda il presunto eccesso di ego e narcisismo dell'artista, che sarebbe molto più concentrato su se stesso che sull'ascoltatore. Altri hanno rimproverato alla musica di Oldfield un certo formalismo e una mancanza di inventiva e freschezza. Tuttavia, a nostro parere, queste critiche sono in parte infondate e in parte mancano di comprendere il valore e la specificità della musica di Oldfield.
In sintesi, Crises è un album che merita senz'altro di essere ascoltato e apprezzato, sia per la bellezza e l'originalità delle sue canzoni, sia per l'importanza che ha avuto nella carriera di Mike Oldfield. Nonostante le critiche e le polemiche, questo lavoro resterà un punto di riferimento nella storia della musica britannica e internazionale, testimoniando l'importanza della sperimentazione e della fusione di generi diversi nell'arte musicale. Se non avete ancora avuto modo di ascoltarlo, vi consigliamo caldamente di farlo: vi aspetta un viaggio sonoro straordinario e indimenticabile!
Crises, come molti altri lavori di Oldfield, è un'opera complessa e ambiziosa che raccoglie diverse influenze e stili. Il brano principale, che dà il titolo all'album, è una suite di oltre venti minuti divisa in sezioni che alternano momenti energetici e intensi a quadri paesaggistici e atmosfere malinconiche. Il pezzo è caratterizzato dall'uso sapiente di diversi strumenti, tra cui la chitarra elettrica, il flauto, il sintetizzatore e la voce di Maggie Reilly. Grazie alla sua ecletticità e alle sue suggestioni sonore, Crises è diventato uno dei brani più rappresentativi della carriera di Oldfield.
Altre canzoni memorabili dell'album includono Moonlight Shadow, ballata pop rock dall'eleganza raffinata che divenne un grande successo a livello internazionale, e Shadow on the Wall, brano più aggressivo e cadenzato che sfiora le sonorità del metal. Taurus 3 è invece strumentale, dominato da un ritmo frenetico e da riff incisivi di chitarra, mentre Discovery è un interludio acustico delicato e suggestivo. Nel complesso, Crises è un'opera variegata e sfaccettata che spazia tra diversi mood e atmosfere, senza mai perdere coesione o intensità.
Tuttavia, l'album non è stato esente da critiche e polemiche. La principale obiezione mossa dai detrattori di Oldfield riguarda il presunto eccesso di ego e narcisismo dell'artista, che sarebbe molto più concentrato su se stesso che sull'ascoltatore. Altri hanno rimproverato alla musica di Oldfield un certo formalismo e una mancanza di inventiva e freschezza. Tuttavia, a nostro parere, queste critiche sono in parte infondate e in parte mancano di comprendere il valore e la specificità della musica di Oldfield.
In sintesi, Crises è un album che merita senz'altro di essere ascoltato e apprezzato, sia per la bellezza e l'originalità delle sue canzoni, sia per l'importanza che ha avuto nella carriera di Mike Oldfield. Nonostante le critiche e le polemiche, questo lavoro resterà un punto di riferimento nella storia della musica britannica e internazionale, testimoniando l'importanza della sperimentazione e della fusione di generi diversi nell'arte musicale. Se non avete ancora avuto modo di ascoltarlo, vi consigliamo caldamente di farlo: vi aspetta un viaggio sonoro straordinario e indimenticabile!

2022Tubular Bells: 50th Anniversary Celebration
2008Music of the Spheres
2005Light + Shade
2003Tubular Bells 2003
2002Tr3s Lunas
1998Tubular Bells III
1994The Songs of Distant Earth
1992Tubular Bells II
1991Heaven's Open
1990Amarok
1989Earth Moving
1984Discovery
1982Five Miles Out
1979Platinum
1978Incantations
1974Hergest Ridge
1973Tubular Bells