Ogni mattina puntualmente una corda invisibile e invincibile ci raccoglie dal nostro letto e, inesorabilmente logorata e stanca, ci porta pigramente verso il lavoro. Raggomitolandosi ci imprigiona in quella situazione claustrofobica che ci occupa gran parte della giornata. Usciamo in strada e incrociamo sguardi di altre persone che indossano, come noi, gli abiti da carcerato. Occhiate contornate da posti sempre uguali, grigi, e da un tessuto sonoro che riproduce sempre gli stessi movimenti ma a un ritmo cittadino sempre diverso, sempre uguale. Un tappeto sperimentale che ci ricorda il lavoro, la fabbrica e la costante improvvisazione del ritmo pulsante dell´acciaio. La musica noise é questo, un fastidio continuo, martellante e insostituibile che ci scaraventa contro le nostre privazioni e le nostre parti buie, e ci racconta senza vergogna il nostro triste destino.
Sperimentare gli sguardi
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