Come vedi questa situazione nel futuro?
Sai, vedo che al giorno d'oggi fare da sé è molto più semplice di una volta, chiunque può distribuire i suoi brani in digitale usando aggregatori come Tunecore o Distrokid. So anche che la Warner, ad esempio, sta per lanciare una propria piattaforma simile, proprio per fornire quel servizio e tenere sott'occhio eventuali nuovi artisti da mettere sotto contratto nel caso vedano un serio riscontro. Al momento siamo nella terra di mezzo, il supporto fisico sta morendo ma la distribuzione digitale non produce ancora gli introiti desiderati. Ci vorrà un po' di tempo ma credo si stiano aprendo delle buone prospettive per chi ha qualcosa da dire e vuole farlo al di fuori dalle logiche di mercato.
Siamo ansiosi di ascoltare i prossimi brani di The Price, ma non vogliamo anticipazioni per non rovinarci il piacere dell’attesa che ci stai regalando. Quindi, quali sono i tuoi progetti futuri?
Attualmente sono in tour come chitarrista con Roby Facchinetti e Riccardo Fogli. Nel tempo che mi rimane porto avanti il lavoro all'album di THE PRICE che è quasi finito e continuo a lavorare anche alle mie altre produzioni, tra le quali una band di ragazzi molto giovani che vi consiglio di tenere d'occhio: i Cantiere 164 di Savona.
Ti occuperai sempre del mix finale dei tuoi brani?
Assolutamente si. Anche se delego il mastering al mio amico Marco D'Agostino, ritengo comunque che per finalizzare un album sia necessario il controllo finale fatto da un orecchio più fresco.
Con The Price, la parte di streaming audio e video è tanto importante quanto il live. Come si completano a vicenda?
Per ora dal vivo non mi sono ancora attrezzato a riguardo, ma mi piacerebbe unire lo show anche a delle proiezioni adattate brano per brano. Ci sto lavorando e spero sia già tutto pronto per il release party dell'album.
Una domanda che ci solletica la curiosità: quali sono artisti più particolari con i quali hai lavorato?
Ehh... qua si aprirebbe una parentesi interessante.. In più di vent'anni di carriera di gente particolare ne ho conosciuta molta, diciamo che non sempre fama e particolarità vanno di pari passo. Ho lavorato con artisti famosissimi che si sono dimostrati tranquilli e affabili professionisti, mentre altri erano perfetti sconosciuti che sembravano usciti da un ospedale psichiatrico. Pensa che un tipo mi ha fatto passare un mese intero, dopo aver registrato il disco, a spostare le sillabe delle parole una per una avanti e indietro perché fossero esattamente come le voleva lui, ovviamente lavorando in uno studio (non mio) che gli costava poco meno di 600€ al giorno...
la prima pagina dell’intervista si trova nella nostra pagina di rock alternativo italiano.





