Catarsi forse è una delle parole chiave per definire il rap metal, un genere il cui obiettivo è non tanto sbalordire l’ascoltatore con mirabili giochi linguistici e ritmici ma piuttosto scuotergli la mente a suon di rap a squarciagola. E cosa succede se questo intento si fonde con un forte impegno politico? Vengono fuori le canzoni dei Rage Against The Machine, gruppo originario della Los Angeles dei primi anni ‘90, che portarono alla diffusione globale del rap metal e al suo successo commerciale. Rage anche contro ogni macchina che possa aiutarli nella definizione del loro sound: in coda ai credits dei loro album potete leggere la frase "No samples, keyboards or synthesizers used in the making of this recording".
?"Rage Against The Machine" è anche il nome del primo album in cui Zack De la Rocha, voce del gruppo, ha dato sfogo ad un rap crudo e arrabbiato al punto da esser percepito come pericolosamente sovversivo. Vogliamo fare un esempio? Basta leggere qualche verso di "Killing In The Name": 'You justify those that died by wearing the badge, they're the chosen whites / Come on!Fuck you, I won't do what you tell me!' (Voi giustificate coloro che sono morti indossando l’elmetto, loro erano i bianchi prescelti / andiamo! Fottetevi, non farò quello che mi direte).
?Dichiaratamente orientati verso una sinistra rivoluzionaria, si scagliano contro il capitalismo, la globalizzazione, le ingiustizie sulle minoranze etniche e tanto altro ancora, attaccando impietosamente il sistema, del loro paese in particolar modo, nei loro testi. Per i Rage la musica non è soltanto intrattenimento ma manifesto del loro impegno, che dimostrano anche come attivisti partecipando a manifestazioni allineate con le loro idee politiche. Secondo Tom Morello, altro membro fondatore del gruppo, al cittadino americano restano ormai soltanto la scelta tra due tipi di libertà: sottomettersi ad un regime di subordinazione del lavoro, in cui ciò che produci non ti appartiene e non hai alcun potere nel processo, o, uscire fuori dagli schemi, evitare schiavitù salariale e prepotenze di sorta e… morire di fame. Non mancarono le critiche contro il gruppo tanto rivoluzionario ma, di fatto, sotto contratto con la Epic Records.
?La risposta alle accuse di ipocrisia non si fece attendere: è sempre Morello a ribattere che, se vivi in una società capitalista, per farti sentire <
?Rivoluzionari o no, restano comunque uno dei più grandi gruppi rap metal di sempre, scuola non solo di tanti altri artisti ma anche generi: dal rapcore al nu metal, dagli Evanescence ai Linkin Park.






