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Fabri fibra, polemica e rime del rap italiano

Fabri fibra, polemica e rime del rap italiano

Inizia nel 2001 la grandiosa carriera di Fabri Fibra, certamente uno dei più discussi cantanti del mondo del rap italiano. Ci troviamo alla semi finale del Mortal Kombat, una prestigiosa gara rap di freestyle, dove l’allora semi sconosciuto Fabri rappava rime, con tonalità a dir poco velate, su atti sessuali spinti di vario tipo. La sua performance gli ha permesso di vincere la gara battendo alla grande il rapper torinese Kiffa.
Il primo album di Fabri Fibra, dal titolo Turbe Giovanili, è un disco sostanzialmente introspettivo, che trasuda rabbia da ogni testo, porta uno spaccato della vita di Fibra di quel periodo, il duro lavoro in fabbrica, le ansie e le paure che lo rendono anche un po’oscuro per certi versi. Il lavoro è considerato da molti Millennials una vera e propria pietra miliare della storia del rap italiano. All’ascolto l’album è potente e pieno, lungo 17 brani, praticamente con tutto quel materiale altri rapper avrebbero potuto registrare 4 EP, ma il Fibra l’ha composto tutto d’un fiato, grazie anche alle basi interamente prodotte da Neffa. I brani più famosi ed ascoltati sono sicuramente Scattano le indagini, Luna Piena e Stili di Insonnia, tutti pezzi che gli amanti del genere ricordano ancora oggi come se fossero attuali, nonostante siano passati tantissimi anni dal loro rilascio.
Purtroppo ci sono voluti 17 anni perché Turbe Giovanili diventasse Disco d’oro, soprattutto in un periodo in cui personaggi come Fedez vincono praticamente un disco d’oro al giorno. Ciò non vuole essere un termine di paragone tra i due, quasi dovesse significare che uno sia meglio dell’altro o viceversa. La questione è che l’album era comunque un ottimo prodotto, forse solamente troppo interessato ai pochi amanti del genere e gli affezionatissimi di Fabri Fibra. Il mio discorso è quindi incentrato solo sul fatto che, talvolta, ci dispiace che la meritocrazia non venga premiata come dovrebbe, anzi in questo caso quando dovrebbe. Ma come si dice: meglio tardi che mai.Il personaggio di Fabri Fibra non ha peli sulla lingua, chi lo ama lo fa per questo motivo, chi si riconosce senza se e senza ma all’interno dei suoi pezzi, entra nel suo mondo per restarci, non mancano, a questo proposito, di eloquenza le sue stesse parole, che riporto qui:
Io sfogo il mio malessere e chi si ritrova nel mio malessere ascolta la mia musica. Se non capisci il mio malessere ascolta altro. Non chiedo a nessuno di ascoltare la mia musica. In realtà siete soltanto curiosi di sapere dove andrò a finire.
La schiettezza estrema, riportata anche nel testo di Scattano le indagini, rappresenta un po’ tutta la paranoia di Fabri Fibra, riportata su musica, le ansie di un ragazzo, ora uomo, che sono comuni a tanti altri come lui. Sta proprio qui il suo punto di forza: pane al pane e vino al vino, se ti riconosci abbraccia il mio pensiero, se non ti riconosci fa lo stesso, ascolta altri, il mare è pieno di pesci.
Fabri Fibra è certamente un esempio di coerenza artistica, ciò che nel panorama rap italiano non c’era, con lui esiste.