L’ambizione: una visione multilingue e multidimensionale
Lux è il disco più ambizioso di Rosalía fino a oggi. In 18 brani e 13 lingue — dallo spagnolo e l’italiano al giapponese, arabo e perfino latino — costruisce una cattedrale sonora in cui l’opera classica incontra l’elettronica e l’immaginario sacro. Il concetto nasce dalle agiografie, storie di sante e figure spirituali di varie culture, trasformando ogni canzone in un rito musicale. Il risultato è un’audace esplorazione della fede, della femminilità e della trascendenza. Non è un ascolto facile. È un’esperienza lunga e impegnativa, che richiede attenzione totale. Ma chi vi si immerge verrà ricompensato. Brani come Divinize e Sexo, Violencia y Llantas mostrano il marchio di fabbrica di Rosalía — una voce che fluttua tra la preghiera e la provocazione. In Dios Es Un Stalker gioca con l’ironia divina, trasformando l’onnipresenza in un desiderio ossessivo.Dove il sacro incontra il sintetico
Il cuore emotivo del disco è Mio Christo, un’aria italiana reinterpretata con la sensibilità unica di Rosalía. Il suo controllo vocale è straordinario — operistico in un istante, intimo nell’altro. Poi arriva Novia Robot, forse la dichiarazione più audace dell’album: una critica multilingue al capitalismo e all’oggettivazione femminile immersa in un paesaggio sonoro d’avanguardia. L’introduzione parlata, che ironizza sul consumismo, suona come un manifesto in forma d’arte. Tra la sua grandezza, Lux trova spazio anche per la vulnerabilità. La Perla, presunta dedica all’ex fidanzato Rauw Alejandro, mescola rabbia e dolore in versi taglienti: “Medaglia d’oro nell’essere un bastardo”, canta su un delicato valzer. È personale e teatrale allo stesso tempo — un promemoria che anche le divinità sanguinano.Una chiusura ascendente
Il disco si chiude con Magnolias, un addio luminoso in cui Rosalía canta: “Vengo dalle stelle / Ma oggi mi faccio polvere”. L’arrangiamento, costruito su organo e orchestra, dà la sensazione di un’anima che lascia il corpo — pacifica, inevitabile, trascendente. È la conclusione perfetta per un album che danza costantemente tra cielo e terra.Verdetto
Lux non è fatto per le playlist o l’ascolto distratto. È un’esperienza da vivere come una cattedrale — lentamente, con rispetto e cuore aperto. La visione di Rosalía può apparire eccessiva, ma è anche elettrizzante: un rifiuto coraggioso della compiacenza musicale in un’epoca dominata dagli algoritmi.Voto finale: 8/10 – Rosalía tende al cielo e quasi lo sfiora.
