“La Mejo Medicina”, l’ultimo album de Il Muro del Canto, continua a far vibrare le corde emotive del pubblico attraverso un intenso tour che attraversa tutta l’Italia. Dopo il successo della tournée autunnale, caratterizzata da numerosi sold out, la band romana torna sul palco con una nuova serie di concerti curata da Barley Arts, per dare vita a un’esperienza dal vivo potente, viscerale ed evocativa.
LE DATE DEL TOUR:
29 marzo – Bologna, Estragon
9 maggio – Genova, Burrasca di Maggio
16 maggio – Pescara, Scumm
17 maggio – Taranto, Spazioporto
24 maggio – Latina, Sottoscala9
30 maggio – Tolentino (MC), Panza Marca Beer Fest
13 giugno – Roma, Testaccio Estate
27 giugno – Firenze, Ultravox
Il nuovo live set si arricchisce di sonorità contemporanee grazie all’introduzione di sintetizzatori e batteria, mantenendo però intatta l’anima poetica e popolare del gruppo. Un connubio tra folk rock e liriche profonde che affonda le radici nella tradizione, ma guarda dritto al futuro.
UN VIAGGIO NELLA CULTURA POPOLARE
Con oltre 14 anni di carriera, sei album e più di 500 concerti tra Italia e estero, Il Muro del Canto si conferma come una delle realtà più autentiche e potenti della scena indipendente italiana. La band ha collaborato con attori di rilievo come Marco Giallini e Vinicio Marchioni, e ha raggiunto il grande pubblico con il brano “7 Vizi Capitale”, colonna sonora della serie Netflix “Suburra”, trasmessa in 190 Paesi.
IL DISCO
“La Mejo Medicina”, uscito il 30 ottobre, rappresenta un nuovo capitolo nella storia del gruppo. Un progetto nato dopo una fase difficile, segnata dall’uscita di due membri storici. Nonostante ciò, i restanti componenti hanno saputo rispondere con passione, coerenza e creatività, dando vita a un album che è insieme un atto d’amore e un manifesto di resistenza.
Il disco è stato prodotto dal chitarrista Franco Pietropaoli, con la partecipazione dei nuovi arrivati Edoardo Petretti (fisarmonica, sintetizzatori e tastiere) e Gino Binchi (batteria). È presente anche un omaggio a Pierangelo Bertoli con la reinterpretazione del brano “Eppure Soffia”.
Con “La Mejo Medicina”, Il Muro del Canto continua a evolversi, lasciando più spazio alla lingua italiana rispetto al dialetto romanesco, senza mai abbandonare il suo stile ruvido e appassionato. Il risultato è un’opera che parla di amore, sofferenza, ribellione e speranza, un affresco sonoro della complessità dell’animo umano.
