Domenica 12 ottobre alle ore 21 il Teatro Comunale di Vicenza ospiterà in Prima Assoluta I dispacci di Delmore, la nuova creazione di Igor Tuveri, in arte Igort, tra i più importanti maestri del fumetto d’autore internazionale. L’evento rientra nel 78° Ciclo di Spettacoli Classici, diretto da Ermanna Montanari e Marco Martinelli, fondatori del Teatro delle Albe, e promosso da Comune di Vicenza, Accademia Olimpica e Biblioteca Civica Bertoliana, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto.
L’opera di Igort, sospesa tra reading, musica e videoproiezioni, è una profonda riflessione sul sogno americano, sul suo mito e sulla sua ipocrisia. È dedicata al poeta e scrittore statunitense Delmore Schwartz, autore del capolavoro Nei sogni cominciano le responsabilità, che ha influenzato autori come il premio Nobel Saul Bellow e Philip Roth, oltre ad essere mentore del leggendario Lou Reed, che gli dedicò due celebri brani: European Son e My House.
propone un mosaico di ritratti in parole, musica e immagini di figure che hanno segnato la cultura americana del secondo Novecento: poeti, artisti, narratori e musicisti che hanno trasformato la propria vita in un campo di battaglia per svelare le contraddizioni e la menzogna del sogno americano. Igort dà voce a una generazione di artisti fuori dagli schemi, indipendenti dal mainstream, la cui influenza è ancora viva nella cultura contemporanea.
Lo spettacolo sarà accompagnato da musiche tratte dall’album di prossima uscita di Igort Delmore, the rain, a dog, prodotto da Stefano Guzzetti e D-ross & Startuffo, con alcuni brani già pubblicati sulle piattaforme digitali.
Fra i protagonisti evocati nella performance figurano le poetesse Sylvia Plath e Anne Sexton, simboli della poesia confessionale; Andy Warhol, genio della pop art che ha ridefinito il concetto di autenticità artistica; e William Burroughs, autore radicale e controverso della beat generation, maestro della scrittura sperimentale e figura chiave della controcultura mondiale.
Il percorso prosegue con i riferimenti musicali a Alan Vega, fondatore dei Suicide, che rivoluzionò la scena underground fondendo punk ed elettronica, e culmina con l’omaggio a Lou Reed, poeta della New York degli anni ’60 e ’70, voce dei ribelli e degli outsider, testimone della malinconia e della grandezza di un’epoca irripetibile.
è un viaggio poetico e sonoro nella memoria di un’America inquieta, decadente e seducente, raccontata attraverso le vite dei suoi eroi perduti e dei suoi falsi miti, sotto lo sguardo visionario di Igort.
