La musica classica è da sempre la fusione armonica di vari strumenti, e questo insieme di sfumature sonore rappresenta una totalità che arriva all’orecchio dell’ascoltatore come uno sforzo d’insieme teso a fornire una rappresentazione unitaria di quello che è il motivo dominante. Tutto ciò è maggiormente evidente nella musica classica o colta che raccoglie le sonorità provenienti da tutti gli strumenti dell’orchestra: ognuno contribuisce all’armonia con la sua parte, che sia di accompagnamento o in grado di sviluppare il tema da solista poco importa. L’ascoltatore sa già che si tratta di una rappresentazione di ciò che era presente nella mente del compositore, il quale ha arricchito piano piano, con l’aggiunta di vari strumenti, quella visione che aveva messo su carta, come una madre che veste con cura la propria bambina.
È infatti la musica colta o scritta, che è comunemente definita musica classica, a essere considerata musica avanzata concettualmente, dove non c’è spazio per l’improvvisazione ma si segue con cura il tracciato del compositore. Chi l’ascolta non vuole sorprese, cerca invece di seguirne le ondate, apprezzando la bellezza dell’insieme e assaporandone il gusto delicato, come un amante di vini pregiati che conosce già quello che sarà il sapore che lo attende, ma vuole comunque gustarselo pienamente. Le sensazioni che sono regalate da quella musica che è stata in antichità definita musica dell’arte e che oggi noi chiamiamo art music provengono da quella che è giustamente stata definita un patrimonio dell’umanità e che come tale deve essere protetta per evitare che venga svilita, soprattutto in interpretazioni non conformi all’originale e magari relegata come ‘souvenir d’epoca’ mentre è ancora ai giorni nostri una base culturale solida ed essenziale per lo sviluppo di giovani talenti.
La musica dotta o musica colta è da noi identificata essenzialmente con la musica classica, anche se in realtà essa comprende tradizioni musicali non propriamente popolari in occidente come la musica classica cinese, la musica tradizionale giapponese e la musica classica indiana, generi poco conosciuti perché non legati al mondo culturale occidentale, ma che hanno un’importanza concettuale e rispondono agli stessi dettami, facendo parte della tradizione musicale scritta.






