Rock e pop sono uguali e contrari. Sono uguali con gli stessi gesti tecnici, una pennata di chitarra, un acuto di voce, un colpo di drumkick. Ma il gesto in sé ha un fine differente, per questo sono diversi. Il rock vuole prendersi una rivincita, vuole cambiare le cose, il sistema, porta dentro di sé un furore, un fuoco che non si spegne mai, che vuole bruciare la tradizione e le metafore classiche. Rock e pop sono uguali e contrari. Sono simili nei palchi, nelle radio, negli annunci commerciali. Ma le strutture cambiano, si modificano nel caso del rock, si mutano, nascono e muoiono, nel pop rimangono stabili, come un bel panorama, che ammiri e ne senti la sintonia, l’armonia, sempre diversa, ma con una coscienza immutabile sempre uguale. Rock e pop sono uguali e contrari. Sono fatte di persone che canticchiano e si muovono a tempi uguali. Ma il ritmo e il suono che diffondono è un verbo diverso, uno di ribella e l’altro si abitua e sin gonfia di sé stesso. Il rocker non vuole fingere di stare bene, è fuori dal contesto, vuol cambiare la situazione, è un nerd escluso dalla sua classe, è un intellettuale che non trova riflessi i suoi ideali, è un operaio che macina rabbia nella giornata lavorativa.
Il rock è la voce urlata del riscatto umano, aiuta a vincere la paura del cambiamento, a sconfiggere le nubi nere delle opinioni, è un istinto di lotta contro l’immobilismo delle istituzioni.
Il mio dio è il rock’n’roll
LOU REED





