Il cuore che pulsa al ritmo del piatto, vibra con le membrane degli enormi altoparlanti che sovrastano il cielo afoso di Berlino. Se sei mezzo alla folla che balla all’unisono, attraversata da un’esplosione centrifuga che dal palco del dj si espande all’esterno, la deflagrazione sonora ti passa tra le ossa e le lascia riverberare, muovere senza volontà: un’onda d’urto che non si blocca contro un muro di piombo ma si espande al mondo intero.
Non tradisca il vocabolario: è la più pacifica delle bombe, un’arma al contrario che parla di un futuro dove la fratellanza si gioca sulla pista di un locale o sulla piazza di una metropoli che non sogna più un domani diverso ma lo vede arrivare, al di là della cortina di un muro.
La musica può tanto, e con linguaggio profetico può anticipare le picconate che pochi mesi dopo butteranno giù le scaglie graffitate della barriera innaturale alla base di una divisione lunga più di trent’anni. È luglio, anno di grazia 1989, un anno che cambia la faccia all’Europa dell’est, ma prima di girare la pagina della storia è il tempo di ballare.
Al ritmo incalzante della dance di Dr Motte si suda e gode sbattuti dagli schiaffi elettronici della Love Parade. Nelle edizioni successive si arriva anche ad essere in un milione sotto le luci e i martelli della techno lungo l’arco luminoso di tutti i ’90. Quando arriva il nuovo millennio e il muro di Berlino è fotografato dove ancora se ne trovano i brandelli si continua a ballare in altre piste di asfalto della Germania, sempre sotto l’effige di parole come Pace, Amore, Amicizia: sillabe che si squaglieranno nella tragedia dell’edizione 2010, l’ultima, nella quale perdono la vita 21 persone.
Dopo le ferite di decibel ai timpani, i neuroni perduti nella capsula di una pasticca, le canottiere intrise di sudore e fumo, rimane un sibilo di sottofondo alla grancassa degli amplificatori: il dubbio che furono proprio i ritmi di quella prima Love Parade a entrare sottotraccia nello scheletro del muro tra est e ovest, decretandone l’imminente fine per implosione sotto la cometa della parola Amore.
STAIMUSIC JOURNAL
L'amore abbatte i muri






