Queste storie le avrò sentite mille volte.
Quelle storielle imbarazzanti della mia infanzia che mamma non perde mai occasione di raccontare, sempre durante i pranzi o le cene, ai parenti, ai loro amici o peggio ai miei di amici ..
C’è la storia di quando a 3 anni ho detto che me ne sarei andata via di casa, quella che ogni mio bambolotto o pesciolino rosso lo chiamavo sempre Arturo, quella che quando ho litigato con mio papà non gli parlavo più perché doveva essere lui a chiedermi scusa nonostante fossi io ad avere torto, il che mi rende e definisce “incredibilmente” testarda.Ma questa è un’altra storia, quella della mia insonnia.
Quando avevo 1 anno mamma e papà ballavano e partecipavano a delle gare di paese, nulla di impegnativo, ballo da sala, un hobby come un altro.
Un valzer, un tango...
Quando avevo 1 anno mamma e papà hanno scoperto che l’unico modo per farmi addormentare era quello di ballare davanti a me in salotto, fino a quando chiudevo gli “occhietti”.
Tutti quei passi, tutti quei giri, troppo complicati da capire per una bimba. Ipnotici. Una ninna nanna.
A quel punto tutti sorridono dolcemente e io mi sotterro.
Poi sono crescita un po’ e ho chiesto a mio papà di insegnarmi due passi. Così per ridere. Faceva la musica con la voce e io non ci stavo dietro. Un manico di scopa.
Poi sono diventata grande e i miei hanno quasi smesso di ballare e io di conseguenza ho quasi smesso di dormire.
Quello che non sanno è che quando sono a letto, insonne, talvolta mi pare ancora di sentire da lontano quella musica. Ipnotica.
Queste riflessioni sono liberamente ispirate da un gruppo storico di world music, i Gotan Project. Un gruppo francese che ha saputo mischiare elettronica, trip hop e tango. Influssi positivi nella musica del mondo.





