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Intervista agli Scala Mercalli, gruppo power metal italiano

Intervista agli Scala Mercalli, gruppo power metal italiano

Un progetto interessante e insolito, il power metal dei Scala Mercalli nel nuovo album che rappresenta una sorta di inno metal alla storia d’Italia. Per comprenderlo meglio prima e dopo l’ascolto, ne abbiamo voluto parlare direttamente con la band.

Come siete cambiati dal vostro album d’esordio fino al nuovo lavoro Independence?
(Sergio) Siamo cambiati molto anche perché ovviamente con l’età che aumenta, l’esperienza live accumulata, la visione dello strumento e della composizione cambiano… e speriamo soprattutto in meglio!! Oggi rispetto al primo album abbiamo anche altre tematiche che ci interessano di più e che riteniamo più utili trattare, soprattutto perché crediamo siano più utili a chi ci ascolta in questo periodo. In tutto questo anche qualche cambio di formazione ha aggiunto un ulteriore evoluzione della band.

Ci piace molto il concept risorgimentale del vostro nuovo lavoro Independence? Da cosa nasce questo amore per la storia?
(Sergio) La storia ci ha sempre affascinato sin dai primi lavori e demo tape, anche perché dobbiamo dire che di storia parlavano anche molte delle band con le quali siano cresciuti, infatti spesso nelle canzoni degli Iron Maiden, Saxon, Manowar e tante altre band degli anni 80 si parlava di storia. Noi ci siamo differenziati perché non parliamo delle storie di altri popoli, ma parliamo della nostra storia, quella d’Italia, quella che ci appartiene e che ci scorre nelle vene.

Quali sono i temi principali delle tracce di Independence? Come si lega al precedente album New Rebirth?
(Sergio) Indipendence e New Rebirth si legano perché in entrambi si parla sempre del periodo del risorgimento italiano, ma mentre nel precedente album abbiamo trattato soprattutto le tematiche del periodo dell’Unità d’Italia (1860, seconda guerra d’Indipendenza ecc..) questa volta siamo andati indietro ricordando quali solo state le prima battaglie e i moti rivoluzionari che hanno portato poi negli anni a seguire alla tanto desiderata libertà e unità nazionale. Infatti, qui si parte già dal 1815 quando il Re di Napoli Gioacchino Murat fece la prima guerra per l’Indipendenza d’Italia contro gli austriaci, passando poi per la dura lotta per la Repubblica Romana del 1849 che lotto contro i Francesci e papalini. Fino ad arrivare alla spedizione dei mille e trattare anche qualche episodio del brigantaggio. Un’altra cosa che a dire il vero può accumunare i due album, e il messaggio che sta dietro a tutto. Ritrovare nella storia dei nostri avi quei preziosi valori di libertà e unità nazionale che oggi un po’ ci mancano.

Alla luce di un nazionalismo da slogan propagandistico che ci propone la nostra storia contemporanea, come avete deciso di sviluppare i temi del Risorgimento?
(Sergio) La storia non è di nessun partito soprattutto quelle del risorgimento che è antecedente ai moderni schieramenti di Destra e Sinistra. Abbiamo volutamente trattato questo periodo storico oggi, proprio per far capire che a volte la politica serve solo a dividere, mente questo periodo storico sviluppa un forte senso di unità nazionale, infatti ricordiamo che tra regioni, città e paesi italiani anche dalle usanze diverse si sono sapute aiutare a vicenda superando ogni avversità e ostacolo imposto dalle armi delle potenze straniere. Non a caso infatti indossiamo le uniformi dei battaglioni che da nord a sud hanno lottato per la nostra libertà e unità.

Perché avete deciso di dedicare un intero album ai temi del primo Risorgimento italiano, che segue la scia di lavori come Hero of Two Worlds di qualche anno fa?
(Sergio) In primo perché il risorgimento è un periodo lunghissimo da trattare in un solo album, ma soprattutto perché come un po’ già accennato sopra, volevamo ricordare non solo le vittorie, ma anche alcune dure sconfitte che abbiamo subito negli anni antecedenti alla nascita d’Italia, perché far capire quanto è stata dura per il popolo arrivare alla libertà di cui oggi godiamo. Ci sono alcuni esempi che non dovrebbero essere mai dimenticati.

Cantando in inglese su palchi di tutto il mondo temi propri della storia italiana, e avendo scelto come nome la scala che misura i terremoti, come vi sentite a essere un po’ ambasciatori della nostra cultura e di un periodo di grande trasformazione e sconvolgimento per la nostra società?
(Sergio) Ci sentiamo onorati ad essere considerati tali, cantiamo e suoniamo quello che abbiamo dentro, quel legame forte con la nostra terra, quindi per noi è un grande privilegio girare i palchi italiani e internazionali per trasmettere la storia, la cultura e la musica made in Italy!

Come pensate possa essere recepito il vostro incoraggiamento a lottare per i propri ideali nel contesto culturale e sociale contemporaneo in Italia e nel mondo in generale?
(Giusy) E' quasi un dovere visto e considerato che la vita ci sta proponendo sfide sempre più dure! L'unica certezza sembra proprio la capacità di cercare il coraggio dentro di noi per andare avanti!

Cosa vi ha regalato l’esperienza di suonare su grandi palchi, anche accanto con alcuni dei principali rappresentanti del metal italiano?
(Giusy) Fratellanza e luce nonostante le mode e le tendenze musicali attuali in Italia!
(Sergio) è vero, quelli che sono diventati grandi nel difficile mondo del metallo italiano, hanno mantenuto un vero spirito di aggregazione e umiltà.

Data la portata dei vostri temi, che ne pensate della traduzione dei vostri testi per renderli fruibili a un più vasto pubblico italiano che in media conosce poco l’inglese?
(Sergio) a dire il vero ci abbiamo pensato, e ci stiamo organizzando per rendere pubbliche tutte le traduzioni dei testi.

Avete alle spalle una lunga carriera militando nel metal in Italia, come pensate possa cambiare questa scena in futuro?
(Giusy) Forse mi ripeto con questa risposta, ma the show must go on! Poi se ci saranno intoppi, pause, periodi brutti, ognuno di noi, se ci crede e se gli piace davvero, troverà sicuramente un modo per vivere, seguire la scena metal ed esprimersi in essa!

Quali sono i vostri progetti per il futuro?
(Sergio) stiamo pianificando più concerti possibili in Italia per coprire ogni regione, isole comprese, e anche qualche data all’estero. Inoltre ci stiamo organizzando per far uscire nuovi videoclip di altre canzoni. Seguiteci sul nostro sito ufficiale scalameraclli.com, su FB , youtube.

Un ringraziamento speciale a Sergio e Giusy, gentilissimi e pazienti, a Tarja e a tutta la ALPHA OMEGA Management per lo splendido lavoro che fanno per il metal italiano.
Se volete vedere e ascoltare i video della band entrate nella loro pagina, Scala Mercalli.