STAIMUSIC JOURNAL

Il reggae romantico, recensione del concerto degli UB40

Il reggae romantico, recensione del concerto degli UB40

Primi di dicembre, ma la notte è calda, sono gli UB40 a scaldarla con la passione giamaicana che portano nei loro suoni e nei loro testi. Il Razzmatazz e si è viene investiti pienamente dall’amore che circola nei loro fans e i ritmi roots, a volte dub, che la band diffonde nell’aria. Mi sorprendo a vedere giovani che seguono la band, forse nostalgici dei dischi che gli mettevano i genitori, e coppie più anziane che forse facevano l’amore con le loro canzoni. Due generazioni bianche collegate da una cultura nera, è la word music che proporziona la band con molte sfumature, dai fiati alle congas, che permette questa magia. Le buone vibrazioni che aumentano durante la performance sono costanti e ti rimangono nel tragitto di casa, che siano cover o pezzi propri della band il suono unico e il ritmo non accelerato trasmette armonia e felicità alle persone che assistono. Forse proprio questo è il segreto del loro longevo successo, un carattere personale dolce che ti illumina il cuore. Un sincero reggae romantico.