STAIMUSIC JOURNAL

Cena in terrazza

Cena in terrazza

La terrazza di casa mia era la dimora preferita dove i miei amici si rifugiavano spesso,soprattutto a cena.Estate.Afa.Zanzare.Il mio terrazzo era il locale più bello della città.Un ristorante famigliare all’aria aperta.L’ultima cena fu quella che segnò per sempre le nostre vite.Il vino rosso era il sangue caldo che scorreva nei nostri bicchieri.Quella sera eravamo in quattro.Risate spezzate da un tremolìo.Le piastrelle iniziarono a traballare sotto ai nostri piedi.Non ci feci caso.Nessuno disse nulla.Eppure i piedi tremavano a tutti.Le foglie del bambù si agitavano,eppure non tirava un filo di vento.Le canne di bambù si aprirono e dai vasi uscirono uomini morti.Zombie.Sangue a lato delle labbra.Paralisi.Paura.I non vivi barcollavano verso di noi,eppure non riuscivamo a scappare.Il mio amico si alzò e ci spinse a scappare verso la porta.Exit.Salvezza.Una luce nella mia testa lampeggiava soltanto quella parola.Riuscimmo a scendere le scale e ad aprire la porta che dava sul cortile ma l’unica via libera sembrava essere quella che portava alla cantina.La porta era aperta,una luce illuminò altri uomini.Morti. Gli zombie avanzavano contro di noi.Buio. Sapore di ferro.Denti bagnati.Improvvisamente riaprii gli occhi.Terrazza.Amici.Era in tavola il secondo.Filetto alla griglia.Ci ritrovammo con la forchetta e il coltello tra le mani.Affamati.Assetati.Pronti.Ad ogni morso aumentava la sete di sangue. Occhi negli occhi. Vestiti a brandelli. Sapore di ferro e ruggine. Carne decadente.