STAIMUSIC JOURNAL

Cammino despacito sulla sabbia all'ombra del tormentone reggaeton

Cammino despacito sulla sabbia all'ombra del tormentone reggaeton

L’altro giorno ero in spiaggia. Aspettavo la mia ragazza, in coda da tre ore perché si sa come va in questi casi in bagno. Niente, mi annoiavo e guardavo intorno a me, sguardo corrucciato all’orizzonte, nascondevo la gli addominali dietro a un paio di spessi occhiali da sole, per darmi un tono durante l’attesa. Qualche bagnante avventato, nel timore di scottarsi al sole delle sei di sera, si era accampato all’ombra dell’edificio dei servizi. L’attesa si prolungava più del previsto, e visto che dal bagno uscivano più persone che da un’auto da clown, ho cominciato a preoccuparmi che la coda si dipanasse in un lungo antro che percorreva tutto l’edificio come a Gardaland a luglio. Per fortuna che nel viavai di persone, c’è sempre un santo che con una cassa bluetooth improvvisa un dj set o spara a decibel illegali la sua canzone preferita. Certo, normalmente mi avrebbe molestato. Vai in treno, e il tuo vicino ascolta metal a cannone dal suo iPhone. Ma quel giorno in attesa di una coda in spiaggia, pensavo a come ha fatto Despacito a sfondare il tetto delle tre miliardi di visualizzazioni. E la cassa bluetooth di uno vestito come Messi in piscina mi ha risposto per ben due volte, perché alla prima proprio non avevo capito.